Le Borse crollano, dobbiamo temere per i nostri soldi? Cosa c’è da sapere? L’economista risponde

Le Borse affondano travolte dalla tempesta proveniente dall’Asia, i titoli bancari italiani subiscono forti perdite e il prezzo del petrolio è in costante discesa. Ieri in una sola giornata i listini europei hanno bruciato 233 miliardi con una raffica di vendite che ha colpito tutti i settori. Riaffiorano i fantasmi della gravissima crisi economica del 2008 che eppure sembrava finalmente terminata.

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La ripresa che, sebbene con lentezza e fatica, stava dando i primi segnali sembra nuovamente lontana. Ma è davvero così? E quali rischi corrono i risparmiatori? Il nervosismo dei mercati globali è in realtà legato a cause molteplici e diverse. Abbiamo chiesto aiuto a Giuseppe Di Taranto, economista e docente alla Luiss di Roma, per chiarire i dubbi più ricorrenti. CINA “La crisi cinese era prevedibile. Già a fine estate c’era stato un crollo delle Borse asiatiche. Questo perchè la Cina, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore affermazione a livello internazionale, ha dato credito facile anche a piccolissimi risparmiatori per farli investire in Borsa e implementare così il sistema capitalistico con l’espansione delle Borse. Ma quando si è visto che la Cina non cresce più ai livelli di prima e il Pil 2015 si è fermato intorno al 6,9% questi risparmiatori si sono impauriti e hanno cominciato a vendere le loro azioni. Credo però che questa crisi non sia paragonabile a quella del 2008. Di sicuro è più facilmente superabile perchè la Cina, che ha – chiamiamolo così – il vantaggio di non essere uno stato capitalistico, può intervenire con strumenti che invece per esempio l’Unione europea non può usare. Per esempio agire sul tasso di sconto, svalutare lo yuan, utilizzare parte delle riserve”  PETROLIO “Collegare la deflazione alla crisi petrolifera è solo in parte vero, poiché il calo del prezzo del petrolio colpisce i paesi esportatori ma, dall’altro lato, avvantaggia quelli che hanno bisogno di importare greggio. La deflazione veramente pericolosa, inoltre, è quella causata dal ristagno dei consumi. Quella che stiamo vivendo in Europa insomma. Se la deflazione è legata invece al calo del prezzo sicuramente c’è qualcuno che se ne avvantaggia. Certo, in Italia di vantaggi ne vediamo pochi, a causa dell’eccessiva tassazione dei carburanti. Io non credo comunque che il prezzo del petrolio arriverà a 20 dollari a meno che non ci siano problemi di carattere politico. Penso comunque che il prezzo del greggio scenderà ancora, perchè con la fine della sanzioni contro l’Iran ci sarà una maggiore offerta”.  BANCHE ITALIANE “Il sistema bancario italiano è solido. Lo dicono anche i test della Bce, in forza dei quali le nostre 15 maggiori banche – tranne due – sono risultate in regola con tutti i requisiti richiesti dalla vigilanza. Queste banche hanno inoltre messo in ordine i loro conti, perciò sono ottimista. Mi sembra che i forti cali dei titoli degli istituti di credito siano causati dalla speculazione a livello internazionale. Non dimentichiamo quello che accadde con lo spread nel 2011: solo dopo qualche anno abbiamo scoperto che da fine 2010 Germania e Francia vendettero molti titoli di stato italiani e greci. Certo, la speculazione non va sottovalutata, specie in questo periodo in cui i rapporti fra Unione europea e Italia sono abbastanza tesi. Le due cose potrebbero essere collegate oppure trattarsi solo di una coincidenza”.  RISPARMIATORI “Naturalmente se il titolo perde in Borsa gli azionisti subiscono delle perdite. Ma, per i titoli diversi da quelli bancari, non mi sembra possano esserci dei rischi. Ai semplici correntisti però è utile ricordare che dal 1° gennaio è opportuno non avere conti correnti che superino i 100mila euro. Il consiglio dunque è avere più conti in banche diverse e di fare molta attenzione quando si sottoscrivono obbligazioni. Io non credo ci saranno altri casi analoghi a quelli di Banca Etruria anche se in teoria potrebbero esserci perchè va ricordato che quando è stata fatta l’unione bancaria la Germania chiese e ottenne di escludere dalla vigilanza specifica della Bce le piccole banche. I test di Francoforte quindi si fanno sulle grandi banche mentre la vigilanza specifica sulle piccole rimane affidata alla Banca d’Italia e alla Consob. Credo invece che un controllo totale della Bce sarebbe stato una soluzione migliore”

Lavoro, Inps: “1,15 milioni di assunti nel 2015 grazie agli sgravi fiscali”

Inps, in 11 mesi 1,15 mln assunti con sgraviNei primi 11 mesi del 2015 si sono registrate oltre 2,1 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e apprendisti) a fronte di 1,525 milioni di cessazioni (+584.000 posti stabili nell’anno). Lo si legge nell’Osservatorio sul precariato dell’Inps appena pubblicato, secondo il quale rispetto allo stesso periodo 2014 c’è una variazione positiva per 510.292 posti a tempo indeterminato.  Tra gennaio e novembre – sottolinea l’Inps nell’Osservatorio che considera i dipendenti privati esclusi i domestici e gli operai agricoli – le assunzioni a tempo indeterminato sono state 1.640.630, il 37% in più dello stesso periodo del 2014 (+442.906) mentre le assunzioni a termine sono state 3.187.318 (+1,5%) e le assunzioni in apprendistato 175.032 (-20,2% sul 2014). Nel complesso le assunzioni hanno superato quota cinque milioni con una crescita del 9,7% sull’anno precedente. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 388.454 (+25,8%) mentre quelle di rapporti di apprendistato sono state 80.897 (+25,3%). Le cessazioni di rapporti di lavoro nel complesso nei primi 11 mesi sono state 4.322.658 (+2,1%). Tra queste 1.525.818 milioni sono state cessazioni di rapporti a tempo indeterminato.  Sono state assunte 1.158.726 persone con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità per l’anno. Lo sgravio completo sui contributi Inps per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato è triennale e ha un limite annuo di 8.060 euro. L’esonero contributivo è stato utilizzato per il 57,1% delle assunzioni stabili (2,029 milioni).  Nei primi undici mesi del 2015 risultano invece venduti oltre 102, 4 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014 (61.129.111), pari al 67,5%. Lo si legge nell’Osservatorio sul precariato dell’Inps nel quale si sottolinea la crescita in Sicilia (+97,4%) e in Liguria (+85,6%) anche se il Nord resta l’area nella quale i buoni lavoro si utilizzano di più con i due terzi del totale.  Renzi: «Dati dimostrano assurdità polemiche su Jobs Act». «Oltre mezzo milione di posti di lavoro a tempo indeterminato in più nel 2015. Inps dimostra assurdità polemiche su Jobsact. #avantitutta». Lo scrive su Twitter il presidente del consiglio Matteo Renzi.

Statali, Madia: “A casa in 48 ore senza stipendio chi timbra e poi esce”. Mercoledì la legge

«Se abbiamo la prova che qualcuno timbra il cartellino e poi esce dall’ufficio, deve essere mandato a casa senza stipendio in 48 ore. Va fatto per difendere la maggioranza dei lavoratori pubblici che ogni giorno fanno il loro lavoro con dedizione e impegno. Su questo punto, mercoledì approveremo un decreto della riforma PA». Lo scrive su Twitter Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione.

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CAMUSSO: “REGOLE GIÀ CI SONO PER LICENZIARE CHI TIMBRA E VA VIA” Le norme sul licenziamento dei lavoratori pubblici che timbrano il cartellino e poi vanno via «ci sono già» e il Governo piuttosto che metterne a punto altre dovrebbe spiegare perchè non funzionano, «altrimenti è propaganda».  Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso a margine della presentazione della Carta dei diritti universali del Lavoro replica a una domanda sulle nuove norme per licenziare entro 48 ore chi viola le regole che il Governo dovrebbe portare in Consiglio dei Ministri mercoledì.

Come guadagnare con il business del riciclo…

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La prima cosa che devi acquistare sono i rifiuti. Non c’è uso di l’acquisto di azioni delle attrezzature fino a raggiungere la tua massima capacità di riciclaggio.
Tutte le vendite delle azioni di unità sono finale. Le unità non generano profitti e solo aumentano la tua capacità di riciclaggio e le distribuzione dei profitti.
Puoi aumentare la tua distribuzione dei profitti con l’acquisto delle unità di azioni di apparecchiature.

I carrelli elevatori sono una parte integale del progresso del lavoro di tutti gli impianti di produzione che sono usati per trasportare le materie prime e i prodotti finiti nel stabilimento. Anche se le apparecchiature di carrelli elevatori non aumenta i tuoi distribuzione dei profitti, tu puoi usarli per aumentare la tua quoa di riciclaggio da 25 kg per azione.

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P.A., Renzi contro gli assenteisti: “Subito norma per licenziamento”

Il premier Matteo Renzi promette il pugno di ferro contro i dipendenti pubblici assenteisti: “Mercoledì porteremo in Consiglio dei ministri la nostra proposta di norma per il licenziamento perché sono atti insopportabili”. Renzi ha aggiunto: “Chi va, finge, timbra e scappa deve essere sanzionato: distrugge la credibilità della Pubblica amministrazione”.

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“Nei decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione ci sarà il licenziamento in 48 ore” del dipendente pubblico truffatore – ha detto ancora il presidente del Consiglio -. E se il dirigente non attua il licenziamento, rischia lui stesso di andare a casa”. “Buoni sì, ma basta con questo atteggiamento che è insopportabile per i cittadini per bene”, ha aggiunto. ”Mercoledì sera, dopo il voto sulle riforme costituzionali al Senato, il Consiglio dei ministri si riunirà in notturna per discutere di pubblica amministrazione”, ha spiegato.

Unioni civili, “siamo l’unico Paese a non avere normativa” – Il presidente del Consiglio ha poi voluto dare una strigliata al Parlamento in stallo sul ddl Unioni civili. “Siamo l’unico Paese europeo senza una normativa sulle unioni civili e vogliamo colmare il ritardo. Spero solo che il dibattito dei prossimi giorni si mantenga serio e serrato sui veri punti di merito, senza trasformarsi in uno scontro ideologico”, ha affermato. “La questione non è semplice e mentre su molti punti l’accordo mi sembra solido, ci sono questioni su cui ancora le distanze sono ampie – ha ammesso il leader del Pd -. E forse lo resteranno al punto che sarà il voto segreto, tipico in discussioni sui diritti e sui valori, a definire le scelte. Quello che è certo è che nel giro di qualche settimana avremo finalmente approvata una legge attesa da decenni. Mi auguro che si concluda l’iter esercitando la nobile arte del confronto, ascoltandosi, rispettandosi, dialogando. E non è una questione di buonismo, è una questione di buon senso”.

Riforme, “se perdo il referendum mi ritiro” – “Dare la parola al popolo per la scelta definitiva è un dovere. Saranno i cittadini ad avere l’ultima parola. E io ho già preso il solenne impegno di essere conseguente: se perderemo il referendum, lascerò la politica”, ha poi detto in merito al referendum sulla riforma costituzionale prevista dal ddl Boschi. “Se dopo aver cambiato la legge elettorale, le tasse, il lavoro, la scuola, la pubblica amministrazione, la giustizia civile – ha aggiunto – gli italiani vorranno mandarci a casa, è loro diritto farlo. Ed è mio dovere prenderne atto. Non siamo più ai tempi in cui le poltrone erano per sempre. Detto questo, io il referendum vorrei vincerlo. Perché credo che semplificare l’Italia sia l’unico modo per renderla più giusta e efficiente. E dunque farò di tutto perché i siano tantissimi”

“Nel 2016 ripresa immobiliare”
– Il premier è poi fiducioso sulla ripresa del mercato del mattone. “Scommetto che il 2016 sarà l’anno della ripresa dell’immobiliare”, ha evidenziato. “Nella legge di Stabilità abbiamo inserito tante misure che possono favorire il rilancio di questo mercato: l’eliminazione della Tasi e Imu sulla prima casa, l’Imu ridotta per la concessione in comodato ai figli, l’eco bonus per le ristrutturazioni edilizie, il dimezzamento dell’Iva per l’acquisto della prima casa, se è in classe A o B di efficienza energetica”, ha ribadito.